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Il magazzino non deve diventare un problema

Avere troppa merce significa anche avere più capitale fermo. Per una piccola attività questo può diventare un problema. Scatole aperte, prodotti che si avvicinano alla scadenza, promozioni fatte all’ultimo momento solo per riuscire a vendere quello che è rimasto. Tutto questo spesso nasce da un ordine troppo grande o dalla voglia di provare troppe cose contemporaneamente. Per questo preferisco sempre un approccio più semplice: partire con poco, osservare e poi aumentare. Se il prodotto funziona, si riordina. Se non funziona, si cambia.Il prodotto giusto è quello che ruota Nel mio lavoro cerco sempre di far passare questo concetto. Non mi interessa riempire il magazzino del cliente. Mi interessa che quello che ordina abbia una possibilità concreta di essere venduto. Perché il vero valore di un prodotto non è soltanto quanto è buono o quanto è bello da vedere. È anche quanto riesce a girare all’interno di quel locale. Alla fine, secondo me, la domanda non dovrebbe essere: “Quanti prodotti posso mettere sul bancone?” Ma: “Quali prodotti hanno davvero senso per i miei clienti?” A volte togliere qualcosa può essere molto più utile che aggiungere. E un bancone con meno prodotti, ma scelti bene e con una buona rotazione, può funzionare molto meglio di uno pieno di referenze che nessuno nota. Perché vendere bene non significa necessariamente vendere tutto. Significa soprattutto scegliere meglio.

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Meglio pochi prodotti che girano o tanti prodotti fermi?

Quando entro in un bar una delle prime cose che guardo è il bancone. Ci sono locali con tantissimi prodotti esposti, altri invece con una scelta molto più ridotta. E ogni volta mi faccio la stessa domanda: serve davvero avere tante referenze oppure è meglio avere pochi prodotti che girano bene? Per me la risposta è abbastanza semplice. Meglio pochi prodotti scelti bene, che vendono, piuttosto che un bancone pieno di merce che resta ferma per settimane.Più scelta non significa sempre vendere di più. Spesso si pensa che avere più prodotti significhi offrire più possibilità al cliente. In parte è vero. Ma quando la scelta diventa eccessiva può succedere esattamente il contrario: il cliente si confonde, alcuni prodotti passano inosservati e il locale si ritrova con tante referenze che vendono poco. Ogni prodotto occupa spazio, ha una scadenza e soprattutto rappresenta denaro già speso. Per questo, secondo me, il numero delle referenze non dovrebbe essere deciso in base a quanto è grande il catalogo del fornitore, ma in base a quanto realmente riesce a vendere quel locale. Guardare cosa gira davvero.Una cosa molto semplice che consiglio è osservare: Quali prodotti vengono richiesti più spesso? Quali vengono riordinati continuamente?Quali invece rimangono sempre lì? Non serve fare analisi complicate. A volte basta guardare il bancone e il magazzino con un po’ più di attenzione. Se una referenza continua a rimanere ferma, forse bisogna chiedersi perché.

Il prezzo non è adatto?

Il formato è sbagliato?

Non piace alla clientela?

Oppure semplicemente quel prodotto, anche se è buono, non è adatto a quel locale?

Ed è proprio questo un punto che considero molto importante: un prodotto può essere ottimo e vendere tantissimo in un bar, ma funzionare pochissimo in quello a cento metri di distanza.

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Come scelgo i prodotti da proporre ai miei clienti

Quando un cliente sfoglia il mio catalogo, vede tanti prodotti. Ma quello che non vede è tutto il lavoro che c’è prima di inserirli. Ogni volta che decido di proporre una nuova referenza non penso solo al prodotto. Mi faccio una domanda molto semplice:

Può essere davvero utile ai miei clienti?” Per me non basta che un prodotto sia buono. Deve essere adatto al tipo di attività che ho davanti. Ogni bar, hotel o ristorante è diverso. Cambiano i clienti, cambiano le abitudini e cambiano anche le esigenze. Per questo motivo non propongo mai lo stesso assortimento a tutti. Prima ascolto il cliente, cerco di capire come lavora e solo dopo consiglio i prodotti che, secondo la mia esperienza, possono funzionare davvero.

Non sempre dire “sì” è la scelta migliore .Può sembrare strano detto da una fornitrice, ma a volte il consiglio migliore è proprio quello di dire “no”.
Mi capita spesso con un cliente che mi chiede i cannoli maxi allo zabaione. Potrei inserirli nel mio catalogo e venderglieli senza problemi. Ma conosco bene la sua attività e, secondo la mia esperienza, non sono il prodotto più adatto ai suoi clienti. Per questo preferisco essere sincera. Se penso che un prodotto rischi di rimanere sullo scaffale, preferisco non venderlo. Magari oggi rinuncio a una vendita.
Ma domani avrò un cliente che continuerà a fidarsi dei miei consigli. Per me la fiducia vale molto di più di una vendita fatta tanto per fare.
Dietro ogni prodotto c’è una scelta Quando seleziono una nuova referenza guardo tanti aspetti: 
  • Qualità
  • Affidabilità dell’azienda
  • praticità del prodotto.
Soprattutto mi chiedo se può portare un valore aggiunto al cliente. Non mi interessa avere il catalogo più ampio. Preferisco avere prodotti scelti con attenzione, che possano aiutare davvero chi li acquista e chi poi li venderà ai propri clienti.
Il consiglio di Mangify : Ogni locale è diverso e non esiste un prodotto perfetto per tutti. Il mio consiglio è quello di scegliere sempre pensando ai propri clienti e non solo alle novità del momento.
A volte il prodotto giusto non è quello più richiesto, ma quello che si adatta meglio alla tua attività. Ed è proprio qui che, secondo me, un buon fornitore può fare la differenza.
Questo è il mio modo di lavorare e di vivere ogni giorno il settore ho.re.ca.
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Perché scegliere un buon fornitore può fare la differenza per bar, hotel e ristoranti

Perchè un fornitore può fare la differenza per il tuo bar? Quando si parla di fornitori, spesso si pensa a una persona che arriva, consegna la merce, prende l’ordine e riparte. Per molti è semplicemente questo. Per me, invece, il lavoro di un fornitore è molto di più. In tutti questi anni ho capito una cosa importante: ogni bar, ogni hotel e ogni ristorante hanno una storia diversa e clienti diversi. Per questo motivo non credo che esista una soluzione uguale per tutti. Prima ascoltare, poi consigliare.Quando entro in un locale non penso subito a cosa vendere. La prima cosa che faccio è osservare.Guardo l’esposizione dei prodotti, cerco di capire quali sono le abitudini dei clienti e ascolto le esigenze del titolare. Solo dopo inizio a dare un consiglio. Perché un prodotto può essere ottimo, ma se non è adatto a quel tipo di clientela rischia di rimanere sullo scaffale.Ed è una situazione che nessuno vuole. Non sempre serve aggiungere, a volte bisogna togliere. Una cosa che mi capita spesso è consigliare di eliminare alcuni prodotti. Può sembrare strano detto da una fornitrice, ma è quello che penso davvero.Se un prodotto non vende da mesi, forse è arrivato il momento di sostituirlo con qualcosa di nuovo. Non significa riempire il locale di referenze. Significa avere un assortimento che gira, incuriosisce il cliente e valorizza il banco. A volte basta una piccola novità per far tornare un cliente a provare qualcosa di diverso. Ogni stagione ha le sue esigenze. Anche questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato. Le abitudini dei clienti cambiano durante l’anno. In estate si cercano prodotti più freschi e leggeri. In autunno e in inverno cambiano i gusti e aumentano le richieste di prodotti diversi. Aggiornare l’assortimento seguendo la stagionalità è un modo semplice per mantenere viva l’attenzione dei clienti e dare sempre qualcosa di nuovo.Il prezzo è importante, ma non è tutto. È normale confrontare i prezzi. Lo fanno tutti. Anch’io, quando acquisto qualcosa, faccio attenzione ai costi. Ma scegliere un fornitore guardando solo il prezzo significa spesso perdere tutto il resto.

  • Disponibilità.

  • Esperienza.

  • Consulenza.

  • Affidabilità.

Capacità di trovare una soluzione quando c’è un problema. Sono aspetti che non si vedono in una fattura, ma fanno la differenza nel rapporto tra un fornitore e il suo cliente. Il mio modo di lavorare.Ogni volta che entro in un’attività mi faccio sempre la stessa domanda.“Come posso essere utile a questo cliente?” A volte la risposta è una novità. Altre volte è un consiglio. Altre ancora è semplicemente ascoltare. Perché credo che il mio lavoro non sia solo consegnare prodotti, ma aiutare i miei clienti a fare scelte che possano migliorare il loro lavoro. Il consiglio di Mangify. Non scegliere un fornitore solo in base al prezzo. Scegli una persona che conosca il tuo lavoro, che sappia ascoltarti e che, quando serve, abbia il coraggio di dirti anche che un prodotto non è quello giusto per il tuo locale. Un buon consiglio, nel tempo, può valere molto più di uno sconto. Questo è il mio modo di vedere il lavoro e di vivere ogni giorno il settore Ho.Re.Ca. E voi cosa cercate davvero in un buon fornitore?