
Il magazzino non deve diventare un problema



Buona lettura.
ANSA – chiarimento della Polizia locale e del Comune di Pradamano sull’intervento e sulla conclusione senza sanzioni o denunce.
ANSA – ricostruzione iniziale della vicenda dei tre ragazzi di Pradamano.
RaiNews – aggiornamenti sulla raccolta fondi e sui motorini destinati ai ragazzi.
Messaggero Veneto – racconto della vicenda e della sua diffusione sui social.


Per chi vuole approfondire l’argomento, lascio qui in modo semplice quello che ho recuperato sulla nuova normativa.La Legge 11 marzo 2026, n. 34, la Legge annuale sulle piccole e medie imprese, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo ed è entrata in vigore il 7 aprile 2026. L’articolo 16 introduce un divieto specifico sull’utilizzo dei riferimenti all’artigianato nella promozione di prodotti e servizi quando chi li utilizza non possiede legittimamente la qualifica richiesta. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha poi chiarito che il concetto di promozione deve essere considerato in senso ampio, valutando anche se il messaggio possa trarre in inganno il consumatore sulla provenienza artigiana del prodotto. Questo significa che parole come “artigiano”, “artigianale” e “artigianato” non possono più essere utilizzate semplicemente come richiamo commerciale quando non esistono i requisiti previsti. Un’impresa che non è artigiana può comunque promuovere prodotti realmente provenienti da un’impresa artigiana, purché la comunicazione sia chiara e non faccia credere al consumatore qualcosa di diverso dalla realtà. Chi utilizza questi riferimenti in maniera impropria può andare incontro anche a multe salate.Fonti consultate :
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Legge 11 marzo 2026, n. 34, Legge annuale sulle piccole e medie imprese.
Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Riferimento all’artigianato nella pubblicità – Risposte alle domande frequenti sull’articolo 16 della Legge n. 34/2026.


“Può essere davvero utile ai miei clienti?” Per me non basta che un prodotto sia buono. Deve essere adatto al tipo di attività che ho davanti. Ogni bar, hotel o ristorante è diverso. Cambiano i clienti, cambiano le abitudini e cambiano anche le esigenze. Per questo motivo non propongo mai lo stesso assortimento a tutti. Prima ascolto il cliente, cerco di capire come lavora e solo dopo consiglio i prodotti che, secondo la mia esperienza, possono funzionare davvero.




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